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Esport, videogiochi ed Education a Terni
24 Ott 2019

A Terni si parla di videogiochi, esport ed educazione

Lo scorso martedì 22 ottobre, una rappresentanza dello staff di QLASH Education è stata invitata al convegno “Esports: un universo dietro al gioco”, ospitato dalla Biblioteca Comunale di Terni e promosso da Gn Media, con il patrocinio del Comune e con la collaborazione di Eurispes ed AICS.

Tra gli ospiti, oltre all’amministratore delegato di QLASH Luca Pagano, anche l’assessore alla Scuola Valeria Alessandrini, il responsabile ricerca Eurispes Alberto Baldazzi¸il presidente della FITA Angelo Cito e l’avvocato Andrea Strata, co-autore con Chiara Sambaldi del libro il cui titolo è stato preso in prestito dal convegno stesso.

Davanti ad una sala gremita di giovani (soprattutto) e meno giovani, sono stati toccati diversi argomenti relativi all’esplosione dell’industria videoludica e degli esport e alla necessità, da parte delle istituzioni, di non farsi travolgere dal cambiamento culturale in atto, ma di scendere sullo stesso terreno dei più giovani, imparando in primis il loro linguaggio e promuovendo iniziative educative per un corretto approccio al videogioco.

Parola alle istituzioni

Dopo un’introduzione a cura di Alessio Crisantemi, giornalista fondatore di Gn Media e direttore della rivista Gioco News e di Gioconews.it, l’assessore Alessandrini, che ha portato alla Biblioteca alcune delle sue classi dove insegna italiano, ha ammesso di non conoscere molto del mondo dei videogiochi, ma di riconoscere come sia importante “parlare lo stesso linguaggio dei giovani” e cercare di “istruirli all’utilizzo corretto degli strumenti tecnologici”.

L’avvocato Strata, direttore dell’Osservatorio su giochi, legalità e patologie dell’Eurispes, ha invece spiegato come l’ente stesso abbia studiato il fenomeno esport, sottolineando le affinità tra gli atleti digitali e gli sportivi tradizionali, entrambe categorie chiamate ad un duro allenamento non solo fisico, ma anche mentale.

Strata ha poi affermato come la diffusione degli esport sia “una realtà sociale, culturale ed economica che non possiamo ignorare” e come i giovani vadano seguiti ed educati affinché possano utilizzare in maniera corretta, consapevole e critica le nuove tecnologie.

Sulla stessa falsariga l’intervento di Baldazzi, che ha riconosciuto l’importanza socio-culturale del gioco, dagli albori della civiltà umana fino ad arrivare ai più moderni videogiochi e alle competizioni esportive, sottolineando come gli esport “possano rappresentare un enorme strumento educativo”.

Nel suo intervento, invece, il presidente della federazione italiana Taekwondo Cito – tra i primi a livello istituzionale a interessarsi senza pregiudizi al mondo esport – a ribadito l’interessamento del CIO a inserire gli esport tra le discipline olimpiche: “Il percorso è ancora molto lungo, ma il solo fatto di averne cominciato a parlare, e che le proposte siano state valutate, è un fattore positivo”.

Dopo aver parlato della necessità di “tutelare i gamer professionisti”, proprio come avviene nello sport tradizionale (si pensi alla lotta al doping ad esempio), Cito ha concluso il suo intervento con uno spunto tanto interessante quanto importante: “Non ci sto a chi dice che i videogiochi siano violenti: una cosa è violenta se è la persona ad esserlo.

Si ringrazia per la foto GiocoNews.it

L’intervento di QLASH

Il CEO e co-founder di QLASH, Luca Pagano, ha prima raccontato come e perché ha deciso di investire negli esport, per poi affermare come gli stessi siano un risultato, e non un prodotto, della tradizione culturale dei giovani d’oggi.

È stato proprio l’ex professional poker player a introdurre l’argomento education, affermando come non solo i giovani, ma “anche i genitori andrebbero educati all’argomento”. Pagano ha individuato i videogiochi e gli esport come “il perfetto ponte di comunicazione tra gli adulti e i più giovani, affinché si sviluppi e si arricchisca il dialogo, soprattutto tra genitori e figli”.

Dulcis in fundo, è toccato al sottoscritto, Claudio Poggi, spiegare il progetto QLASH Education e di come non sia stato facile – e non lo è tuttora – abbattere quel muro di pregiudizi che circonda il mondo dei videogame. Da qui la necessità di parlare agli studenti per arrivare in realtà ai loro educatori, insegnanti e genitori in primis, che dovrebbero essere consapevoli di come un corretto approccio all’uso dei videogiochi e al mondo esport potrebbe rappresentare per i ragazzi, tra le altre cose, anche un’opportunità lavorativa concreta.

A chiudere il convegno ci ha pensato il nostro Luca ‘Bertels’ Bertelli, giocatore professionista, coach e capitano del Team Hearthstone, che ha raccontato il suo incontro con i videogiochi all’età di 15 anni e di come sia riuscito a trasformare una passione in un vero e proprio lavoro, ammonendo i ragazzi in sala: Non è giocando infinite ore al giorno che si diventa campioni. La differenza non la fa la quantità, ma la qualità. E anzi, da quando sono nel Team QLASH gioco meno di prima”.

Il nostro lavoro continua

Terni ci ha accolto a braccia aperte, non c’è che dire. Il convegno ha rappresentato per il nostro progetto un’ulteriore iniezione di fiducia. Vedere tutti quei ragazzi entusiasti e interessati riempire di domande il nostro ‘Bertels’ è stata una testimonianza di quanto la strada che abbiamo intrapreso, per quanto ancora lunga e irta di difficoltà, sia quella giusta.

Alla prossima!

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