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Game Tester
24 Set 2019

Game Tester: chi è, cosa fa, come lavora

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Alzi la mano chi, tra gli appassionati di videogiochi, non ha mai accarezzato l’idea di lavorare come Game Tester. Ad una prima occhiata, può sembrare la professione dei sogni: essere pagati per provare i videogames in anteprima. In realtà, il ruolo del Game Tester è molto più di quanto non appaia. È un ruolo delicatissimo, che richiede non solo una sconfinata esperienza videoludica, ma anche un certo percorso accademico e una serie di soft skill non da poco.

I Game Tester devono verificare ogni aspetto del gioco, accertandosi che rispecchi quanto pianificato dagli sviluppatori. Questo significa magari dover rigiocare lo stesso livello o la stessa area di gioco innumerevoli volte – ma senza il beneficio del tipico grinding! I tester devono inoltre scrivere report dettagliati sul gameplay, sui problemi o sui bug riscontrati, di modo che gli sviluppatori possano intervenire prima che il gioco finisca sul mercato.

Le qualità del Game Tester

 Sebbene i requisiti specifici di un Game Tester possano variare, anche di molto, da un’azienda all’altra, di solito si preferisce chi è in possesso di una laurea in informatica, programmazione, software development o altri settori tecnici inerenti.

Spesso però il Game Tester ideale è in possesso di queste qualità, oltre all’ovvia passione comprovata per i videogiochi:

  • Forti abilità di comunicazione – per spiegare nel dettaglio i problemi riscontrati testando.
  • Ottime capacità di scrittura – per redigere i report di cui sopra.
  • Occhio per il dettaglio – c’è davvero bisogno di spiegare perché?
  • Forte motivazione – per quanto possa sembrare il lavoro dei sogni, quello del Game Tester è un compito difficile, che richiede pazienza, capacità di concentrazione e di gestione dello stress.

Le sfide di un Game Tester

Ma che cosa fa in sostanza il Game Tester? Prova semplicemente il videogioco andando a caccia di bug e poi riporta al team di sviluppo?

Se vogliamo semplificare sì, ma in realtà c’è moltissimo da fare e avere un background educativo di livello tecnico aiuta molto, soprattutto in questi due casi:

Multiplayer, gioie e dolori

Il multiplayer è ormai un must nei videogiochi, ma la possibilità di giocare con altre persone connesse da tutto il mondo è una delle sfide più difficili da superare in fase di testing. I videogiochi multiplayer sono ossi duri e possono contenere problematiche quasi impossibili da risolvere: ecco perché capita spessissimo che un gioco arrivi sul mercato pur presentando diversi problemi o bug.

Inoltre, una delle problematiche cruciali per un gioco multiplayer è la capacità di reggere il carico di utenza. È per questo motivo che dopo la fase di testing interno, le software house lanciano i cosiddetti “beta test”, per permettere a più utenti di provare il gioco stressandolo in misura sempre maggiore.

“Ma avevo salvato e ho perso tutto!”

Quante volte avete provato il dolore intenso di dover ricominciare da capo perché inspiegabilmente i vostri salvataggi sono stati cancellati o corrotti?

È compito del Game Tester scoprire questo genere di bug, perché prima ancora di un buon gameplay, un videogame che si rispetti deve avere un sistema di autenticazione a prova di bomba. Uno dei metodi più diffusi oggi è la Social authentication, cioè quel sistema che confronta le informazioni di due database (quello del gioco e quello di un profilo social, come Facebook) e rende così il gioco, e i contenuti dell’utente, più sicuri.

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