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1 Ott 2019

Videogiochi nel curriculum? Oggi si può, anzi, si deve!

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In Italia resiste l’opinione comune che i videogiochi siano una perdita di tempo – nella migliore delle ipotesi – o il motore delle stragi nelle scuole – nella peggiore. Eppure, oltre a rappresentare un’industria in forte e costante crescita, capace di offrire nuovi posti di lavoro, i videogiochi oggi rappresentano un potente alleato persino nella stesura del proprio curriculum vitae.

Se ve lo dicessimo noi, che siamo chiaramente di parte, potreste anche non fidarvi, ma se a dichiararlo è una persona che di lavoro si occupa di ricerca e selezione del personale, be’… di dubbi ne restano decisamente pochi.

La nuova frontiera del gaming a Milano

Lo scorso sabato 14 settembre, durante l’evento “Il tempo delle donne” promosso dal Corriere della Sera a Milano, si è tenuto un panel intitolato “La nuova frontiera del gaming”.

La discussione dedicata ai videogiochi, nella quale è intervenuto anche il nostro Diego ‘Crazy_Fat_Gamer’ Campagnani per portare la sua testimonianza di gamer professionista, è stata moderata da Federico Cella, giornalista del Corriere, ed ha visto tra i protagonisti Thalita Malagò, direttrice generale Aesvi, Associazioni editori e sviluppatori videogiochi italiani, Ilaria Mariani, docente Narrazioni interattive al Politecnico di Milano,  Viola Nicolucci, psicoterapeuta, associazione internazionale Checkpoint su tecnologia e salute mentale e Andrea Rossini, direttore Divisione consumer, Vodafone Italia streaming e 5G.

Tra gli interventi anche quello di Joelle Gallesi, Sales e Operation Director di Hunters Group, gruppo italiano che opera nel settore dell’Head Hunting e assesment, che a precisa domanda ha risposto che sì, “oggi le aziende cercano le soft skill che un appassionato di videogiochi tipicamente ha sviluppato”.

Ma che cosa si intende per soft skill?

Altrimenti definite come competenze trasversali, le soft skill sono una serie di attributi e tratti caratteriali che ci permettono di avere maggiori probabilità di successo, tanto nella vita quotidiana quanto sul posto di lavoro.

Ma quali soft skill vengono allenate dai videogiochi? Moltissime.

Recentemente, un portavoce della Royal Air Force britannica, l’Aeronautica Militare del Regno Unito, ha dichiarato alla BBC come “la capacità di raccogliere informazioni, reagire prontamente e coordinare azioni collettive senza perdere la calma rappresentano ciò che la Royal Air Force cerca per molti dei suoi ruoli” e che per questo i gamer sono avvantaggiati.

E non è tutto. Tutte le tipologie di videogiochi permettono lo sviluppo di diverse soft skill. Ad esempio, gli RPG aiutano a sviluppare la capacità di problem solving, mentre i tanto bistrattati (dalla stampa generalista) sparatutto aumentano la visione periferica e il pensiero laterale.

Perciò, che cosa state aspettando? Correte ad aggiornare il vostro curriculum: la vostra passione per i videogiochi potrebbe farvi trovare un lavoro!

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