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16 Dic 2019

Chi ha paura dei videogame?

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Sabato 30 novembre, presso il Centro S. Maria al Castello di Pessano Con Bornago (Milano), QLASH e Fondazione Don Gnocchi hanno dato vita ad un momento di riflessione e di aggregazione dedicato ai videogiochi, intitolato “Don Gnocchi Games”.

Davanti ad una platea di oltre 50 presenti tra genitori, ragazzi ed insegnanti, la neuropsichiatra Viola Nicolucci ha spiegato rischi ed opportunità di un medium, quello dei videogiochi appunto, ancora oggi sottovalutato e spesso guardato con diffidenza. A seguire, lo staff di QLASH ha coinvolto il pubblico in tre differenti aree tematiche dedicate alla realtà virtuale, al tablet e alle console.

Tanto entusiasmo tra i ragazzi che volevano provare la realtà virtuale

La dottoressa Nicolucci, esperta di psicologia e nuove tecnologie (tele salute mentale, educazione digitale, gamification e videogame), ha sottolineato come spesso i media facciano disinformazione quando trattano l’argomento videogiochi, eccedendo spesso nel sensazionalismo pur di catturare l’attenzione del lettore, a scapito di un approfondimento serio e corretto su un tema più che attuale.

Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha spiegato la Nicolucci, ha agito in maniera affrettata inserendo il gaming disorder (la dipendenza da gaming) nell’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems a partire da gennaio 2022, nonostante l’assenza di studi scientifici che abbiano portato a conclusioni definitive e di un campione statistico apprezzabile.

La sala multimediale del Centro S. Mari al Castello ha ospitato oltre 50 persone

Anzi, negli ultimi anni si stanno moltiplicando ricerche che dimostrano come i videogame possano attivare determinate aree del cervello, migliorando ad esempio la coordinazione oculo-manuale, i riflessi e la capacità di problem solving. Ricerche, queste, che smentiscono credenze ormai superate, come quella secondo cui alcuni tipi di videogiochi (come gli sparatutto) siano causa di comportamenti violenti negli adolescenti.

Concetti ribaditi anche da Flavio Cimorelli, Direttore di Neuropsichiatria Infantile del Centro S. Maria al Castello, che ha accolto con grande entusiasmo la proposta di QLASH di organizzare “Don Gnocchi Games”: Sappiamo come sia possibile usare i videogiochi in ambito ludico ma anche a livello rieducativo, in maniera intelligente. 

Un ragazzo, o un bambino, a prescindere che abbia un handicap o meno, può usare questi strumenti in maniera funzionale, utile ad aumentare attenzione, capacità di concentrazione e logica. Chiaramente tutto deve essere temporizzato: il bambino non deve mai essere lasciato da solo davanti ai videogiochi per ore”.


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